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Esiste un’idea piuttosto diffusa, secondo la quale il jazz oggi sarebbe inesistente. Parlare di jazz per alcuni, significa ricordare la musica di ieri: quelle sonorità ormai datate, decisamente troppo sofisticate e retrò da non finire nel dimenticatoio comune. Che lo si voglia o no, il jazz oggi è ancora ovunque vivo e vegeto, tanto in Occidente quanto in Oriente. Che sia un genere musicale prettamente di nicchia, dedicato a pochi sensibili intenditori, è innegabile. Ma il punto è che il jazz non è solo relegato alle grandi stelle del passato ma continua a vivere grazie a numerosissimi artisti a dir poco geniali.

Un nome che meriterebbe una singolare menzione è Ibhahim Maalouf. Il giovane trombettista -talvolta anche tastierista- libanese ha ottenuto un successo più che discreto, sin dal suo esordio avvenuto nel 2007. Successo che lo ha spinto a pubblicare 7 album di inediti in meno di 10 anni, in collaborazione con diversi artisti, tra i quali spunta la diva libanese Tania Saleh e il noto pianista tedesco Jacky Terrasson.

Per quel che riguarda me, Ibè (come lui stesso ama farsi chiamare) detiene un posto speciale nei jazzisti del mio cuore. Il perchè è presto detto: la sua tecnica tenue ma al contempo energica conferisce alla sua tromba una marcata dose d’erotismo. Ascoltare le sue composizioni significa veder materializzarsi le note, viaggiare in terre lontane, immaginando amori proibiti e danze afrodisiache.

E, non per ultimo, ha colmato una mia paradossale lacuna jazz facendomi rivalutare la tromba, da me mai troppo amata.

Qui di seguito una selezione di tracce che ritengo ottime per conoscere le sonorità di Maalouf:

Selection of Ibrahim Maalouf

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