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Cos’hanno in comune un negozio di tappeti, un ristorante di kebab e il bizzarro oroscopo di un giornale locale? Se queste cose potrebbero risultarvi incompatibili, sappiate che l’esordiente regista polacco Grzegorz Jaroszuk è riuscito a costruire una brillante commedia, amalgamando questi tre mondi.

Il proprietario di un negozio di tappeti decide di giocare la sua ultima carta prima di chiudere definitivamente bottega. Si appella dunque a una coppia di specialisti di marketing con la speranza di salvare la sua attività sull’orlo del baratro. Gli specialisti altri non sono che Kebab e Oroscopo, due disoccupati che decidono di improvvisarsi manager pur di tirare avanti. Oroscopo, prima di ritrovarsi senza paga, faceva appello alla sua fantasia per colorare con il suo oroscopo le pagine di un quotidiano. Kebab, un tipo decisamente superstizioso, lavorava a tempo perso in un ristorante di kebab prima di licenziarsi a causa dell’oroscopo scritto dal tipo di cui prima. Ecco quindi che si apre per loro una nuova parentesi nel bizzarro mondo del lavoro di oggi.

Ma i personaggi non sono mica finiti qui. Nel negozio di tappeti lavorano (per modo di dire) diverse persone, che definire eccentriche sarebbe un eufemismo. Ciò che li accomuna è la costante voglia di pensare a tutto meno che al lavoro. Turbati dal tempo, dalla società di oggi, dal clima sempre grigio o magari solo da se stessi, i dipendenti tenteranno di affrontare le strane prove a cui saranno sottoposti dai due specialisti di marketing, pur di risanare le sorti del negozio e capire perchè versa in queste condizioni. Ma il perchè è dietro la porta, sul palmo di una mano.

Ed è qui che il regista ci mostra il motivo di tanta crisi sociale ed economica che pare travolgere ogni tipo di attività in ogni paese, dove il lavoro va perennemente reinventato e dove bisogna fingere di essere felici per credere di esserlo. E’ facile farsi travolgere dalla pesantezza di questa nostra società, che ci vuole omologati, che non ci dà mai quanto ci chiede ed è sempre avvolta da un grigiore tale a quello che ricopre le inquadrature di questo film. Film tanto ironico e sarcastico quanto malinconico e freddo, come il carattere e il viso di questi personaggi apatici, ghiacciati perennemente da un senso di inadeguatezza.

Inadeguatezza che però fa ridere ma anche riflettere.

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