Tag

, , , , , , ,

Che lo si ami o no, é impossibile non considerare Nanni Moretti come uno dei maggiori esponenti del cinema italiano contemporaneo. Personaggio egocentrico e intellettuale bizzarro, onnipresente in tutte le sue pellicole, si è contraddistinto sin dagli albori per i suoi film personalissimi, zeppi di critiche -non troppo velate- nei confronti del sistema di valori che contraddistingue la pudica Italia. Ecco a mio parere i suoi film migliori :

stanza

10 La Stanza del figlio (2001)

Un Moretti psicanalista vive una tranquilla vita di coppia, turbato solamente dall’adolescenza del figlio, che egli non cerca di comprendere a fondo. Sarà però un tragico evento a rompere del tutto l’equilibio, facendogli riconsiderare tutti i suoi sbagli come padre e come uomo.

Pellicola che tenta di discostarsi dalla filmografia passata del regista, senza però riuscirci del tutto, in cui si giunge attoniti al finale, per via di quella sensazione di incompletezza che avvolge il tutto.

 

bianca

9Bianca (1984)

Seguiamo le vicende di un Moretti ambiguo che, tra una fissa e l’altra, svolge il lavoro di insegnante. Fissato in maniera maniacale con le donne (degli altri) sviluppa un senso d’inadeguatezza nei confronti di coloro che lo circondano, fino al giorno in cui incontra Bianca (interpretata da Laura Morante), una collega per la quale ha subito una cotta.

Film nel complesso poco memorabile della serie di “Michele Apicella” in cui prevalgono le scenate ossessive del personaggio. Appare qui la celeberrima scena del barattolone di Nutella.

madre.PNG

8Mia Madre (2015)

Il film più drammatico e introspettivo di Moretti, che si concentra sulla figura di Margherita (Buy), regista separata, stressata dalla vita e dal lavoro, mentre assiste la madre agonizzante.

Chiaramente autobiografico (Moretti ha perso da pochi anni la madre), si contraddistingue per il suo essere un film alquanto statico, da cui traspare solo una sofferenza difficile da esorcizzare.

 

 

messa7La messa è finita (1985)

Completato il suo periodo di studi, Moretti torna nel suo paese natale per sostituire il prete della parrocchia locale. La sua pazienza è da subito messa alla prova dai problemi personali che lo attanagliano, dovuti a un padre adultero, una madre in depressione e amici in crisi.

Il titolo, del tutto libero dalle manie di Michele Apicella, lancia un messaggio ottimista, del rialzarsi nonostante le tragedie che si susseguono nella vita. E per la prima volta, Moretti parla anche d’omosessualità.

 

caimano6Il Caimano (2006)

Film tra i più noti di Moretti in cui Silvio Orlando, regista in piena crisi professionale e affettiva, decide di accettare lo script di una ragazza, che propone un film su Berlusconi.

Emozionante e magistralmente diretto, è il primo titolo in cui Moretti si discosta (finalmente!) dal suo modus operandi. Anche qui appare -seppur solo menzionato- il tema dell’omosessualità, ancora una volta trattata con naturalezza dal regista.

 

sogni5Sogni d’oro (1981)

La pellicola più maniacale di quelle in cui Moretti interpreta il personaggio di Michele Apicella. Un film volutamente caotico, in cui Moretti (regista anche nel film) vive una sorta di doppia identità e ha continue crisi con la madre, con cui vive, e con tutti coloro con i quali ha a che fare.

Alcuni dei dialoghi esagerati e frizzanti del film sono divenuti celebri nel linguaggio comune: pratica comune per il cinema morettiano.

 

palombella4Palombella Rossa (1989)

Il più onirico della filmografia nel quale Moretti, ancora una volta nei panni del trasformista Michele Apicella, è un politico comunista che perde la memoria e ricorda solo di essere un nuotatore.

Pieno fitto di flashback, il film emerge rispetto agli altri per le sue atmosfere, in cui realtà, politica, credi, sogni e finzione si mischiano, si amalgamano e si dissolvono nell’aria.

 

 

papam.PNG3 – Habemus Papam (2011)

Considerato da molti un film addirittura profetico, Habemus Papam narra le vicende di un uomo (splendidamente ritratto da Michel Piccoli) che, nell’istante in cui viene eletto Papa, viene colpito da una nevrosi dovuta alla non accettazione di questo ruolo. Entra dunque in terapia, seguito da Margherita Buy, per riflettere sulla sua condizione di uomo prima che di Papa.

 

 

aprile.PNG

2Aprile (1998)

Un bizzarro collage degli anni 90 visti da Moretti in quanto uomo, padre, regista e cittadino italiano. Vengono messi in discussione il ruolo della destra e della sinistra in Italia, in un momento cruciale per Moretti, in attesa del primo figlio e in cerca di nuovi spunti cinematografici sui quali lavorare.

Meraviglioso il finale inaspettato -parodia di Caro Diario– in cui si realizzano, almeno in parte, le ambizioni di Moretti nel dirigere questo suo spesso citato “musical con un pasticcere trotzkista”.

 

caro1 – Caro Diario (1993)

Film simbolo di Moretti, che parla di ossessioni quotidiane. Le proprie, quelle degli altri, quelle che noi vediamo negli altri e quelle che gli altri vedono in noi. Sfruttando una regia insolita per il cinema italiano e una colonna sonora eccentrica e originalissima, il film si dipana in tre parti:

Caro Diario” in cui Moretti gira in vespa per i quartieri meno noti di Roma; “Isole” in cui Moretti visita varie isole con un uomo ossessionato dalla gente e dalla tv e “Medici” sul suo rapporto con il mondo della medicina.

 

Annunci