Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , ,

Se escludiamo la filmografia di Ozu e Kurosawa e forse qualche altro titolo particolarmente fortunato, possiamo rigorosamente affermare che il cinema giapponese non é mai stato al centro dell’attenzione globale. Malgrado questo, rimane inspiegabile come registi del calibro di Yamada Yoji siano ancora sconosciuti al di fuori della stretta cerchia d’appassionati di cinema non-hollywoodiano.

Classe 1931, Yamada Yoji é uno dei registi più longevi e variegati che il Giappone abbia mai conosciuto. Autore di centinaia di pellicole, ha dato vita a un cinema umanissimo che affronta i temi più disparati, navigando con facilità tra film drammatici, tragedie, commedie, film storici, contemporanei, remake di titoli imprescindibili come Viaggio a Tokyo di Ozu e persino road movies.

Ecco alcuni dei suoi film migliori:

20121008_fc539e10 – Otoko wa Tsurai yo (男はつらいよ, 1965-1996)

Durata trent’anni, “Quant’è difficile essere un uomo” é una delle serie cinematografiche più lunghe della storia. Ogni film ruota attorno alle vicende amorose di turno di Torajiro (per gli amici e gli spettatori Tora-san), venditore ambulante, perseguitato dalla sfortuna.

Il personaggio comico di Tora-san é oggi una celebre icona pop giapponese, citato e omaggiato praticamente ovunque, dalla tv ai manga.

furusato

9 – Furusato (故郷, 1972) 

Traducibile come Villaggio Natìo, Furusato parla di una famiglia di venditori di pietre che risiede su una piccola isola dell’arcipelago giapponese. Da anni, i due coniugi ripetono ogni giorno lo stesso lavoro: raccolgono massi destinati all’edilizia, li caricano sulla propria imbarcazione e li trasportano alle isole vicine, guadagnandosi così da vivere.

Il passaggio a tecniche di trasporto più avanzate mette però in crisi la famiglia, che dovrà decidere se emigrare o se continuare a vivere nel proprio luogo di nascita, che non offre più possibilità concrete di lavoro.

Cattura

8 – Tasogare Seibei (たそがれ清兵衛, 2002) 

Il samurai del tramonto è senz’altro il film più celebre del maestro a livello internazionale, candidato addirittura al premio Oscar per il miglior film straniero. Primo film della trilogia dei samurai di Yamada, esso narra le vicende di Seibei (Hiroyuki Sanada) samurai vedovo con a carico due figlie e una madre anziana, che si ritrova a dover impugnare la spada contro un losco individuo, per tirar su il proprio onore di combattente.

Tra i film sui samurai, questo di Yamada è considerato uno dei più profondi che il genere abbia mai vantato. Ed è l’unico che abbia regalato a Yamada Yoji una candidatura all’Oscar.

b0786e71

7 – Chiisai Ouchi (小さいおうち, 2014) 

Dopo aver fallito nel 2013 con l’infimo remake del celebre film di Ozu Viaggio a Tokyo, Yamada torna nuovamente a brillare con La piccola casa.

Prima di morire, Tachi (Chieko Baisho) racconta a suo nipote i segreti che gravitavano attorno alla casa dal tetto rosso, in cui servì negli anni della 2° guerra mondiale.

Delicato dramma che contrappone il presente all’intenso passato, bruciato dalla guerra.

1311040586-195063f7bcaa786e9991cc4c1fd1f4d1

6 – Gakko (学校, 1993) 

Negli anni 90, Yamada dà vita alla tetralogia della scuola, in cui affronta le difficoltà di studenti e insegnanti negli ambiti scolastici più disparati.

Il primo capitolo della serie è un malinconico ritratto -forse troppo buonista- di una scuola serale in cui un docente, Kuroi-san, segue appassionatamente le intricate vicende dei suoi alunni.

 

jmu0036s_l5 – Musuko (息子, 1991) 

In I miei figli, Yamada sviluppa realisticamente la triste vita di un anziano che, persa la moglie, viene costretto ad alloggiare a turno dai propri figli. Questi però, schiacciati dallo stressante ritmo lavorativo giapponese e con una famigia a cui badare, si mostreranno freddi e contrariati dinanzi al padre, che deciderà di tornare nella casa dove ha vissuto e dove probabilmente ha deciso che morirà.

 

kaabe-bt1

4 – Kabei (母べえ, 2008)

Tragedia ambientata durante la 2° guerra mondiale, Nostra Madre è forse uno dei film più drammatici e pessimistici di tutta la lunga filmografia del regista.

Kabei (Sayuri Yoshinaga), dopo l’ingiusta reclusione di suo marito, uno scrittore dissidente, si ritrova da sola a tirar avanti le sorti delle sue figlie. L’unico conforto che trova è la saltuaria visita di un giovane intellettuale, discepolo di suo marito. Il flebile equilibrio che la donna crede di aver raggiunto verrà però completamente spazzato via dalla guerra.

shiawasenokiiroihankachi

3 – Shiawase no kiiroi Hankachi  (幸福の黄色いハンカチ, 1977) 

Road movie che ha stravolto la carriera del virilissimo Takakura Ken , La felicità del fazzoletto giallo é la storia di Shima Yusaku, uscito dal carcere con un solo desiderio: rincontrare sua moglie. Ma si sarà risposata? Vivrà ancora nella stessa casa che hanno condiviso a lungo insieme? Vorrà forse evitarlo, ora che è un ex-recluso?

Tra lacrime, risate e la solita dose massiccia di nostalgia che caratterizza tutti i film del maestro, il film è un inno alla speranza che non può che restare impresso a chiunque.

a01otouto

2 – Ototo (おとうと, 2010)

Il fratello minore a cui allude il titolo é il fratello negligente e alcool-dipendente di Ginko (Sayuri Yoshinaga) che, dopo un lungo periodo d’assenza, torna giusto in tempo per rovinare il matrimonio della figlia di Ginko. Il film segue il delicato rapporto che intercorre tra l’affettuosa ma razionale Ginko e di suo fratello, fino al malinconico epilogo.

Remake contemporaneo dell’omonimo film del 1960, Mio fratello minore mostra come Yamada riesca sempre a realizzare ottimi film nella più estrema semplicità. Nel suo candore, il finale mi commuove ancora ogni volta che lo riguardo.

z322028066

1 – Harukanaru yama no yobigoe – (遙かなる山の呼び声, 1980)

A distant cry from spring

Amo pensare a questo film come a una poesia che si dipana in quattro strofe. Una per ogni stagione. Forse la trama, raccontata in modo banale, non renderebbe giustizia a questa gemma, tra i film in assoluto più amati dallo stesso Akira Kurosawa.

In questo film rurale, ambientato in un Giappone d’altri tempi, Ken Takakura e Chieko Baisho si incontrano per caso in una notte di pioggia e si fidano l’uno dell’altra senza scambiarsi parole. La purezza del loro rapporto è paragonabile a quella di un’ape che si posa dolcemente su un fiore per poi volar via pochi istanti dopo, lasciando in un’attesa forse perenne quel triste fiore…

Annunci