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Il mare come teatro di angosce e desolanti riflessioni personali ha sempre avuto un che di mistico. E lo stesso si può dire delle storie di sparizioni. Qui in About Elly (2009), il binomio è ripreso in modo superbo dal sapiente Asghar Farhadi e dal suo cast azzeccatissimo.

L’impostazione del film è piuttosto ricorrente: si parte da una situazione tranquilla, una combriccola di amici con prole che festeggia al mare il ritorno dalla Germania di un amico, per poi sfociare in un dramma che sconvolge tutti gli equilibri.

Il dramma si manifesta quando uno dei bambini della combriccola finisce annegato in mare. Il pargolo si salva ma il vero problema è un altro: durante tutto questo, Elly scompare. Ma Elly chi è? Invitata da una delle donne del gruppo per far sbocciare qualcosa tra lei e il ragazzo tornato dalla Germania, dopo la sua scomparsa verrà a galla un dettaglio piuttosto inquietante: di Elly, nessuno sembra sapere davvero nulla. Addirittura nemmeno il suo nome vero. Partono da qui gli interrogativi più disparati. La donna sarà annegata? Sarà forse tornata a casa da sola? Sarà scappata? Nessuno ne conosce il passato, tantomeno il presente. Nessuno l’ha vista andar via. Nessuno l’ha vista annegare. Nulla. Elly si è dissolta nel vuoto da cui è giunta. Di lei non resta che lo scrosciante rumore del mare che era solita udire, seduta sugli scogli.

Con questo brillante noir psicologico, Farhadi si è fatto conoscere nel mondo, per poi raggiungere la meritata fama con Una separazione (2012), vincitore del premio Oscar come miglior film straniero.

La pellicola è un perfetto esempio di cinema iraniano. Sobrio, equilibrato e critico delle varie piaghe sociali che, in Iran come altrove, minano la convivenza tra uomini e donne di ceti diversi (tema maggiormente sviluppato in Una Separazione). Poetica la scena clou del film, quella dell’acquilone, che annuncia l’imminente rottura di tutti gli equilibri e il capovolgersi del ritmo che, fino a quel momento, lo aveva caratterizzato.

A fare da sfondo alle vicende è l’ossessivo suono delle onde. Un suono un tempo rilassante e pacifico, ora angosciante e profetico.

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