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Gli amanti del pont neuf. Che aspettative si possono nutrire verso un film che si intitola in un modo così dannatamente sdolcinato? I pregiudizi di un cinico come me, a volte, possono essere talmente forti da farmi snobbare quintali di opere di ogni genere. Ma c’è solo un nome che mi farebbe guardare qualsiasi cosa, anche la più melensa: Fairuz.

Ai più, questo nome non dirà assolutamente nulla. Per me invece è tutto: Fairuz, la cantante libanese più prestigiosa dell’ultimo secolo, è la musa della mia vita. Il mio amore per lei è sconfinato, immenso, non quantificabile con niente al mondo. E’ stato per lei che ho recuperato (con netto ritardo) questo film, la cui soundtrack vanta ben due track della mia diva. Da fervente appassionato, mi sono dunque accinto a guardare un film di due ore su cui non avrei scommesso nulla, soltanto per una manciata di secondi di Fairuz in sottofondo, e…

Con mia somma sorpresa, l’ho adorato come pochi altri. Partorito da Leos Carax, un vero visionario francese, “Les amants du pont neuf” mi ha affascinato, stravolto, colpito, finendo subito tra le pellicole che in assoluto preferisco. Un capolavoro psichedelico, che scava nei meandri più oscuri, folli e ossessivi di quel sentimento che conosciamo come “amore“, esprimendo il disagio esistenziale e sentimentale di tre senzatetto che lì, sul ponte nove parigino, cercano di dare un senso alla propria vita. Senza addentrarmi nei dettagli, passerò direttamente ai motivi per i quali lo consiglierei:

  • per la magnifica e variegata colonna sonora, che spazia da sonorità classiche come quelle di Strauss, Kodály, Britten e Shostakovich, fino a David Bowie e Fairuz;
  • per l’eccellente recitazione di Juliette Binoche, che ho rivalutato positivamente dopo averla vista nel film e per aver scoperto che è lei stessa la pittrice dei quadri del film e della locandina stessa;
  • per respirare l’amore da un punto di vista più disperato e meno effusivo, smielato.

Questa review fa parte del CUP of TEA indetto da Yue, che consiste nel parlare di un’opera (sia essa un film, un libro o una serie) che ci ha positivamente sorpreso.

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